“Non ho paura di andare da Gesù” il libro su Cristiana Ferretti l’amica del Cristo pensante

Pensieri e parole — scritto da il 11 dicembre 2013

“Non ho paura di andare da Gesù”, è il titolo del libro uscito in questi giorni che racconta la storia di Cristiana Ferretti.
Cristiana fisicamente non è più con noi, ma nei nostri cuori vi rimarrà sempre. Ho avuto la fortuna di conoscerla quando Lei con sua mamma Gianna mi aveva chiesto di accompagnarla al Cristo pensante. Sulla mail mi scrisse: “sono cieca e peso abbastanza ma avrei tanta voglia di arrivare a quel Gesù che pensa” e così, in quel giorno d’estate iniziammo la salita verso il Castellazzo, io, Cristiana e mamma Gianna. E’ stato un giorno speciale, con l’aquila pochi metri sopra le nostre teste che ci ha accompagnato sino sulla cima e poi, quando Cristiana ha sfiorato il viso di Gesù, in un attimo è sparita. Era la per Lei ne sono sicuro. Pur non vedendo, Cristiana leggeva dentro i cuori, ha accarezzato la mano del Cristo pensante e con la sua voce speciale ha cantato l’Ave Maria. Vicino a Cristiana, con la sua voglia di vivere, con il suo sorriso nonostante che la vita non l’abbia aiutata, ogni mia parola faceva fatica ad uscire, bloccata dalla commozione che mi aveva preso. Il silenzio era il modo perfetto per capirci e in quel silenzio mi sono sentito veramente piccolo di fronte a Lei. Cristiana ora non c’è più, portata via da un male incurabile, forse da un progetto di Dio che per noi mortali è difficile da capire ed accettare, ma ora, ogni volta che salgo al Cristo pensante la porto sempre con me. E’ uscito in questi giorni, proprio per ricordare la vita di Cristiana, il libro voluto dalla sua mamma Gianna, un libro che consiglio a tutti, un insegnamento di vita, di speranza e di forza, un libro che ci farà sentire ancora Cristiana, con il suo splendido sorriso, ancora tra di noi (Pino Dellasega)

Il 9 gennaio 2012 moriva a Lugo, a soli ventisei anni, Cristiana Ferretti a seguito di una malattia che nel tempo l’aveva resa cieca.
Cristiana viveva la menomazione della vista come una potatura che l’induceva a mettere ancora più amore in ciò che le era rimasto, la voce. E amava cantando. E cantava perché era contenta, non perché stava bene, ma perché si sentiva amata.
Per questo ripeteva, senza paura e senza timore: «Non ho paura di andare da Gesù».

Cristiana. È il nome battesimale, la declinazione di Cristo, il senso di un’esperienza umana semplice, vissuta eccezionalmente.

Non è una biografia quella raccolta nelle pagine di questo libro, ma la narrazione di senso, il racconto atemporale di una vita condotta guardando al Mistero.

«Non ho paura di andare da Gesù» disse Cristiana a nove anni, quando si palesò la sua malattia. Una frase ripetuta a quindici anni, a venti, pochi giorni prima dell’ultimo cammino. In mezzo, una vita vissuta pienamente con coscienza e certezza dello scopo.

Cristiana conosceva il suo destino. Amava con spregiudicata gentilezza ogni cosa della vita perché sapeva di essere amata. Cantava le liriche di Dio, con la tecnica e con il cuore. Intonava l’amicizia con la schiettezza e l’affetto puro dei bambini, senza sovrastrutture, impostazioni, doveri o risposte confezionate.

Cristiana è stata, e lo è ancora, esperienza viva, il cristianesimo in cammino.

«Che gioia portare sulle spalle questo nome. Che fortuna potersi chiamare con il moto del proprio cuore. Non mi avresti potuto battezzare con un nome migliore».

Ripeteva questo Cristiana a sua mamma Gianna. E proprio in quel nome battesimale – Cristiana,  la declinazione di Cristo – è insito il destino ultimo della sua persona.

Come ha potuto una giovane ragazza, martoriata sin dalla tenera età dalla malattia che nel tempo l’aveva resa cieca, amare con il cuore aperto ogni singola ragione del vivere? Esisteva in lei un segreto, una modalità d’azione che le consentiva di non arretrare e arrendersi?

A Cristiana era accaduto semplicemente un fatto: l’incontro con l’avvenimento cristiano.

Cristiana viveva la menomazione della vista come una potatura che l’induceva a mettere ancora più amore in ciò che le era rimasto, la voce. E amava cantando. E cantava perché era contenta, non perché stava bene, ma perché si sentiva amata. Per questo ripeteva, senza paura e senza timore: «Non ho paura di andare da Gesù».

Non c’era rassegnazione nel suo dire. Quella frase, pronunciata anche nel suo ultimo giorno terreno, era l’esplicitazione di una gioia. Il male le aveva tolto, giorno dopo giorno, spazi di azione, facoltà fisiche, possibilità di autonomia e indipendenza. Eppure nulla si è lasciata sfuggire. Neppure la perdita progressiva della vista le ha impedito di vedere le bellezze del mondo, gli incanti della montagna, la magnificenza della città eterna, Roma, o la crudele povertà delle favelas brasiliane.

Per Cristiana la vita si faceva canto perché il suo cuore era lieto, traboccante di una Presenza Altra.

Nelle pagine di questo libro vive il racconto di chi è stato testimone della sua vita piena, le tante voci di chi ha cantato, giocato, riso, assieme a lei raccolte dallo scrittore Fabio Cavallari.

ecco alcuni commenti dedicati all’uscita del libro che mi sono giunti:

Graziano Pozzan: Grazie signor Pino per questa testimonianza. Pensiamo al Cristo sul Castellazzo, me lo ricordo bene quando ci sono andato dopo che tu Pino ci hai parlato della sua storia,ora rivivendo quel momento ,porto dentro di me anche Cristiana anche se non l’ho conosciuta. Il Cristo pensante è un grande anello che unisce dentro e fuori, una comunione d’intenti che fa vibrare il cuore.
Stasera il Cristo Pensante  delle dolomiti, ha scritto una preghiera  sulla pagina del mio cuore. L’ho letta con simpatia e curiosità l’ho posta ai piedi della grotta nel presepe di casa mia, l’ho riletta, ascoltata in silenzio,  l’ho sentita scorrere dentro di me.  E’ una preghiera viva che da forza,  che ti accarezza il volto come fa una madre con la sua creatura. E’ la storia di Cristiana  che dal buio ha voluto incontrare una luce,  il Cristo Pensante,  che dal buio è passata alla luce. Un caro saluto Ciao e grazie ancora .

Caterina Frey: ciao pino….grazie, per questo racconto, per aver visto l’aquila, per aver guardato attraverso gli occhi di Cristiana e per aver scelto il silenzio. Sono contenta di essere con voi nel leggere le tue parole. E di essere con voi per fare un cammino insieme come parte della scuola italiana nw……

Cristiana Camilloni: caro Pino, spero di rincontrarci presto … non ho dimenticato le promesse che ho fatto e ci tengo ad onorarle. E condivideremo ancora situazioni emozionanti. Ed il post su Cristiana mi ha proprio toccato il cuore, per una serie di cose, che non possiamo chiamare coincidenze, casualità. Ne parleremo. ciao

Michele Nicola: Il Signore rivolga su di lei il Suo volto e gli conceda pace. Numeri 6,25

Elvira A. Maione: queste anime pure ci insegnano tanto…ad amare la nostra vita così com’è ma tanto preziosa….

Sabina Marini:  Ci sono momenti che hanno un valore inestimabile..grazie di averci resi partecipi.. Sarà una lettura che farò con piacere

 

 

 

 

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