Nasce il Trekking della Pace del Montello (TV) tra natura e ricordi

eventi — scritto da il 10 novembre 2010

“ho perduto tutti, mi son perso anch’io, là nella battaglia dolce amore mio,
ordine d’assalto, cinque di mattina, salivamo in alto là  sulla collina,
poi scoppio l’inferno, caddi a testa in giu e  dal grande inverno non si torna più…”

Nei versi di una ballata di Massimo Bubola nasce il TREKKING DELLA PACE del Montello nel Trevigiano. Questo grande percorso che lancerà il Montello al mondo dei camminatori e dei nordic walkers è nato da un’idea di Stefania Bolzonello, Fernanda Rasera, Roberto Noal e Pino Dellasega, tutti istruttori di nordic walking della Scuola Italiana.

Si sta studiando un  percorso di decine di chilometri da percorrere in più tappe e in più giorni camminando nella storia della Grande Guerra che ha vissuto le pagine più cruente del conflitto. Si conta nella collaborazione di tutte le realtà sia del nordic walking che dell’outdoor che operano nella zona.

Il nordic walking già da tempo è conosciuto nella zona grazie anche al grande lavoro di promozione  con corsi ed eventi sul territorio svolto dall’Associazione di Nervesa della Battaglia con i suoi istrutttori e istruttrici capitanati da Lauretta Callegher. Tante le attività promosse quest’anno da Fernanda Rasera con il progetto dei bambini “camminare per volare”  ma grazie anche a tutti gli altri istruttori della zona   tra i quali Barbara  Andolfato, Carlo Grigolon, Stefania Bolzonello, Denis Meneghin, Alessandra Ricci, Alessandra Antole, Roberto Noal,  Taddeo Mazzucco, Daniela Bortolin,  Silvio Paladin, Armando Sand, ed inoltre Alex Geronazzo e Moira Beppiani dell’Argo nordic walking Team.

Il Trekking della Pace  del Montello è da oggi un marchio registrato e si inserisce perfettamente nel circuito dei grandi Trekking,  il Trekking delle Leggende e il Trekking del Cristo Pensante in Trentino e  al Trekking dell’Angelo in Puglia. Il trekking del Montello sarà il primo di un circuito di Trekking della Pace che con il tempo dovrebbero nascere sul territorio italiano e tutti dovranno avere le medesime caratteristiche per poter essere inseriti.

Un suggestivo percorso nella memoria per non dimenticare e soprattutto per far riflettere sugli errori dell’uomo che tanto sono costati alle migliaia di giovani ventenni che non sono più ritornati nelle loro abitazioni.

Il Trekking della Pace toccherà i posti più suggestivi tra i quali, il grande Ossario dei Caduti della Grande Guerra, il monumento a Francesco Baracca, la diroccata Abbazia di Sant’Eustachio,  il Piave, il  Monumento al Geniere e alla Barca da ponte usata per la costruzione dei ponti di barche sul fiume Piave, i luoghi dove inizio  l’offensiva della Battaglia del Solstizio che portò alla conquista di Vittorio Veneto e alla fine della Prima Guerra Mondiale e dove sacrificarono la vita migliaia di giovanissimi soldati, i diciannovenni Ragazzi del ’99 dove saranno ricordati con il  piazzale “Ragazzi del ’99” ed il monumento agli Arditi.

Ma non solo per la Grande Guerra è famoso il Montello, grazie anche ai suoi numerosi Agriturismi e Ristoranti rappresenta il luogo ideale per chi vuole trascorrere una o più giornate all’insegna del sano cammino e anche del buon cibo.

Il Montello sicuramente uno dei luoghi più suggestivi del Veneto, a ridosso delle Piccole Dolomiti è da sempre un paradiso per i ciclisti e d’ora in avanti lo diventerà anche per i camminatori, che potranno trovare dei paesaggi lungo il percorso da invidiare quelli dolomitici.  Considerando che sono moltissimi gli appassionati della camminata con i bastoncini il Trekking della Pace sarà per tutti il riferimento.

I paesi e le amministrazioni interessati saranno tutti quelli che ruotano intorno a questa splendida collina e vale a dire Crocetta del Montello, Cornuda, Montebelluna, Volpago, Giavera, Vidor, Nervesa della Battaglia, Sernaglia della Battaglia e Moriago della Battaglia.

Alcune notizie sul Montello:

Il Montello è una ‘strana’ collina di terra rossa che si eleva, isolata e ben definita, poco oltre i 300 metri a sud dell’attuale corso del fiume Piave.
La sua forma, che in lontananza appare perfettamente regolare, è una grossa ellisse.
Relativamente poco abitato e boscoso è accerchiato tutt’attorno da cittadine molto vivaci e densamente abitate, la più importante delle quali è Montebelluna. E’ il loro polmone verde.
Geologicamente, la collina lunga una quindicina di chilometri con l’altezza massima di 370 metri, è una struttura di conglomerati alluvionali risalenti al Cretaceo Superiore e al Miocene Superiore, tra i 60 e i 5 milioni di anni fa, dalla tipica colorazione rossa.

Caratteristica principale sono le doline carsiche, con la formazione di grotte e risorgive e senza un’idrografia superficiale.
La grotta più imponente e famosa è il Tavaran Grando, altre come il Buoro di Ciano sono visitabili.

A dominare il paesaggio del Montello è il bosco, ora di associazioni miste in cui predomina l’infestante robinia. Un tempo l’ecosistema, prevalentemente a bosco di quercia, era rigorosamente vincolato da leggi della Serenissima Repubblica Veneta e il ‘Bosco della Serenissima’ serviva per il legname dei cantieri veneziani. Con la caduta della Dominante (1792), si ebbe un tracollo del ciclo economico-lavorativo dell’area che condusse alla cosidetta epopea dei ‘Bisnent’ (lavoratori boscaioli) con l’accaparramento di terreno in abbandono e taglio indiscriminato di legname necessario alla sopravvivenza di famiglie operaie. Il problema durò per tutto l’ottocento, fino alla ripartizione del ‘Piano Bertolini’ del 1892, con il quale il Montello venne assegnato in porzioni (corrispondenti alle vecchie ‘Prese’ poi risistemate o rifatte) in parte agli occupanti in prevalenza poveri contadini e in parte vendute a privati ed istituto un fondo ‘sociale’. L’obiettivo, nobile per l’epoca, era di disboscare completamente la collina per trasformarla in poderi agricoli. Il risultato fu il disboscamento completo, ma i terreni non erano adatti alle coltivazioni e, dopo la prima guerra mondiale (ferocemente guerreggiata in quelle brulle lande dominanti il Piave), il rimboschimento avvenne in maniera spontanea con gravi problemi di equilibrio ecologico.

Tags: , , , , , , , ,

    3 Commenti

  • daniela scrive:

    Dico solo che è un’idea fantastica. Proprio il 4 novembre scorso, in occasione della Festa dell?unità nazionale, ho sottolineato nel corso di un intervento a Padova, l’importanza della memorialistica e dell’importanza di recuperare la memoria, gli affetti, il dolore, il pianto e le speranze di quanti ci hanno preceduto. E’ importantissimo riscoprire il valore del sacrificio di centinaiai di migliaia di giovani uomini che durante la Prima Guerra Mondiale hanno dato la vita per la pace e per questa Italia così distratta nei loro confronti. State mettendo in piedi un progetto prezioso. Che speriamo si possa replicare anche in altre zone. Grazieee

  • Silvio Paladin scrive:

    Vi posto, a tal proposito, il paragrafo della storia dei Caimani del Piave (molti nostri progenitori lo sono stati in quanto motivati e conoscitori dei luoghi). Nella mia vita due Soc. sportive hanno avuto un cero peso, l’ Ardita Moriago (Calcio-Eccellenza e atletica) e Il Caimani team di Arti Marziali di Falzè di Piave.
    Ho una età che mi ha permesso di sentire dalla viva voce di chi passò il Piave nell’ottobre 1918 quali terribili momento fossero!
    Per anni mi sono allenato all’ Isola dei Morti (posto tranquillo,asciutto). C’è in quel posto una atmosfera sacra, di rispetto e rievocazione per coloro (decine di migliaia) che morirono nella battaglia finale. Nel 2004 ci venne il Presidente Ciampi per la medaglia d’oro al Comune di Moriago (e Nervesa).
    E’ sacro e doveroso ricordare.

    http://www.caimaniteam.com/www.caimani-team.it/La_storia_dei_Caimani_del_Piave.html

  • Alex Geronazzo scrive:

    Bella l’idea. La Grande Guerra ed i suoi luoghi.

    Non finiscono mai le risorse di Pino e della Scuola Italiana Nordic walking.
    Nell’articolo sul sito, peraltro, mi pregio essere citato come istruttore del pool di Fernanda Rasera. Magari avessi il tempo di far parte di un’altro pool fisso, sarebbe un piacere, ma per ora mi… limito a portare avanti le attività dell’ARGO NW TEAM, nella Conca delle Medaglie d’oro, altro luogo in cui gli eventi bellici hanno segnato il tempo e la terra.
    Fernanda ed altri meritevoli colleghi istruttori,sanno che, quando ci sarà occasione, come è stato per Sernaglia, sono disponibile ad affiancarli piu’ che volentieri. Perchè la Scuola Italiana di Nordic Walking è un gruppo nazionale che sa essere amalgama ed io mi ci trovo bene, poichè si respira l’idea della parità, senza gerarchie. Il Nordic Walking è quindi Pace e Libertà.
    Mostra tutto

Lascia un tuo commento

Trackbacks

Lascia un Trackback