La testimonianza di Claudia sulla giornata sulla disabilità al Cristo pensante

eventi — scritto da il 26 agosto 2014

Domenica, 13 luglio 2014

Sulla via del Cristo Pensante delle Dolomiti con Maria Grazia Pastore

Anche noi, un piccolo gruppo di walkers aderenti al Nordic Walking Mantova, abbiamo partecipato oggi alla “giornata della fragilità”, organizzata da Pino della Sega, fondatore della Scuola Italiana di Nordic Walking, e dalla segretaria Cristina, dedicata a tutti coloro che, in qualche modo, vivono o hanno vissuto momenti di fragilità per particolari situazioni o patologie.

Abbiamo accolto con entusiasmo l’invito di Maria Grazia Pastore e del suo gruppo Nordic Walking Smile di Padova che abbiamo incontrato la sera di sabato all’Albergo Antico di Bellamonte, poco lontano da Predazzo.

All’incontro è seguito il saluto di Pino Dellasega il quale, presso il Centro Polifunzionale di Bellamonte, ha raccontato la storia del Cristo Pensante, anche attraverso la testimonianza dello scultore Paolo Lauton che ha ricavato la statua da un blocco di predazzite, “il marmo bianco di Predazzo”.

La salita verso il monte Castellazzo, sul quale, a 2333 metri, è stata posata la statua, è avvenuta la mattina di una domenica uggiosa e piovosa, ma suggestiva per il silenzio del luogo e la natura incontaminata del Parco di Paneveggio.

Il cammino, al ritmo dei nostri bastoncini, ci ha portato su, superando i 249 metri di dislivello, percorrendo il sentiero a zig zag, fino a rincontrare la statua del Cristo Pensante con l’emozione di sempre.

Il Cristo sembrava lì ad attenderci e pronto ad ascoltare i nostri racconti di vita. Tutti noi, nella consapevolezza che le fragilità diventano “forza” se sappiamo incontrare i nostri percorsi arricchendoli dell’ incontro con gli altri, ci siamo “raccontati”, ascoltando il nostro cuore, certi di essere accolti e condivisi, prima di tornare nelle nostre quotidianità con qualcosa di più.

Maria Grazia, che già aveva voluto contraddistinguere la nostra presenza lassù con una nota particolare, un foulard azzurro, che ognuno ha “indossato” come meglio credeva, ci ha fatto dono di un ciondolo da mettere sulla felpa: un fiorellino smile!

Con quel messaggio, dopo aver lasciato i nostri scritti ai piedi della grande croce di cortèn ed aver dato uno sguardo alle cime del gruppo delle Pale di S. Martino e, più in basso, al Passo Rolle ed al lago di Paneveggio, abbiamo iniziato la discesa verso il rifugio Capanna Cervino.

Tornanti, mulattiere, ruderi di guerra, casematte, camminamenti, muri a secco, ghiaioni hanno accompagnato il nostro percorso sotto una pioggia sottile che ci ha aiutati, nel silenzio, a ripensare a quanto avevamo vissuto lassù, insieme, fino a rendere più solida la consapevolezza che le avversità della vita possono essere colte nei loro lati positivi per ripartire verso altre mete importanti.

Claudia Bianchini

 

 

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