LA FORZA DELL’AMORE IN UNA GIORNATA “A SUA IMMAGINE”

news — scritto da il 18 luglio 2017

resilienti-2017
Il monte Castellazzo, anche quest’anno, ha fatto da cornice al trionfo della forza dell’Amore e, ancora una volta, la Croce si è trasformata in Meraviglia, la negatività in positività, il dolore in Amore.

Siamo felici ed orgogliosi di vedere come questa iniziativa che abbiamo iniziato a promuovere nel 2014 e dedicata a tutte le persone con disabilità, ogni anno aumenti il numero di partecipanti ed arrivi così a toccare il cuore di un numero sempre maggiore di amici.
Quest’anno, l’eco di questa idea è arrivato fino a Roma, alla trasmissione televisiva di Rai 1 “A Sua Immagine”; così ieri abbiamo avuto il piacere di avere con noi anche don Marco Pozza e la troupe del programma che hanno voluto registrare quanto stava accadendo in quell’angolo del Parco Naturale di Paneveggio, Pale di San Martino.

A Capanna Cervino, lo straordinario e carismatico don Marco ha celebrato una bellissima messa, una vera “perla” da portare a lungo nel cuore, sia per quanti avrebbero di lì a poco iniziato la salita verso il Cristo pensante delle Dolomiti, sia per quanti (almeno in questa occasione) hanno dovuto rinunciare, perché dietro ad un meraviglioso sorriso celavano il peso di una croce troppo pesante che ne ha ostacolato l’ascesa.

Davvero tantissimi i familiari, gli amici ed i volontari che si sono stretti attorno ai “protagonisti” della giornata, ossia i grandi “lottatori” che – dalla nascita o a causa di incidenti o malattia – fronteggiano quotidianamente piccole e grandi sfide, lanciate da ciò che per la maggior parte delle persone è “normale”, ma che per loro è sempre stato o sta diventando “quasi impossibile”. Loro ci insegnano senza tante parole, ma semplicemente con il loro “essere”, ciò che più conta nella vita, i valori veri, la determinazione, la forza, il superamento delle barriere (del corpo e della mente), l’importanza di trovare armonia con noi stessi e con gli altri.

Le Jolette si sono trasformate in Altari e, spinte dalla forza di tanti amici, hanno portato fino sulla cima le persone con disabilità motoria, mentre chi ha il grande dono di poter camminare, le ha anticipate o seguite fino a raggiungere quota 2.333 mt., al cospetto del Cristo che pensa.

Al termine di una giornata meravigliosa, dove anche la Natura ci ha aiutati regalandoci un bellissimo sole ed una temperatura fresca che hanno sicuramente agevolato la salita al Castellazzo, vogliamo ringraziare di cuore tutti i partecipanti.
Grazie anche a Don Marco Pozza, Maria Rosaria Calò, Maria Luisa Rinaldi ed a tutti i professionisti delle troupe Sirio Film e di “A Sua Immagine”. Infine un grazie a Elena e Laura della Capanna Cervino per la grande disponibilità e ospitalità.
A chi volesse vedere il servizio, il programma andrà in onda sabato 29 luglio alle ore 17,30 su RAI UNO.

Per tutti, appuntamento all’anno prossimo, domenica 8 luglio 2018, con una grande ed importante novità che aggiungerà nuovo valore alla “Meraviglia” di questa giornata dedicata alle persone con disabilità.

Ecco il commento di Don Marco sul sito www.sussidiario.net:

LA STORIA/ Il Cristo pensante e la fede-in-salita che smuove i cuori

Sulla cima del Monte Castellazzo è stata portata la statua del Cristo pensante, che attira molti pellegrini disposti a camminare in salita, come MARCO POZZA

È una storia così bella d’apparire quasi leggenda, una di quelle scritturate per dare lustro e bellezza alla vita di montagna. Questa, però, non è leggenda: è una pagina d’inesausta passione, di un affetto che sfida la burocrazia, il senso del possibile, che regge l’urto delle forze contrarie. Pino Dellasega è un uomo di Predazzo (TN), un validissimo atleta delle Fiamme-Gialle, uno di quelli che è sempre meglio avere nella propria squadra piuttosto che in quella avversaria. La statua del Cristo pensante – posta sulla cima del Monte Castellazzo (2333 m.), nello splendido scenario del Parco Naturale delle Pale di San Martino – è una storia che in meno di un decennio ha affascinato oltre mezzo milione di pellegrini: escursionisti, gente di città, di vallata, adoratori incalliti, bestemmiatori da trivio. Uomini, donne, bambini. Tutti lassù, oltre quota duemila, in ginocchio a scrutare il volto di quel Dio in fase-di-pensamento.

Il Cristo scolpito è pensante, non è pensieroso: è forma di participio presente, dice azione in perpetua fase d’accadimento, è manovra sempre passibile di inediti. Pensando – ancor prima immaginando – Dio crea: è storia che non ha mai mutato d’aspetto. Non un Dio muto, noioso, geometrico: lassù Cristo, con lo sguardo a perdersi nelle vallate, pensa. Ripensa a quel suo primo pensiero, il più bello: pensa all’uomo. Sempre. La mia prima-volta è stata domenica: la prima volta non si scorda mai. Era la giornata dedicata alle persone con disabilità: “Dalla croce alla meraviglia. La fragilità diventa forza percorrendo sentieri diversi”. Più curioso che devoto – con me, da anni, Dio colpisce vestito in borghese – mi son fatto pellegrino, più uomo di escursioni che di fede. La fede, invece, quella vera che sposta le montagne, il Cristo-pensante me l’aveva nascosta lungo il sentiero: irto, sassoso, a tornanti. Lì c’era un popolo in-cammino: a spingere la carrozzina di Giampaolo, malato di Sla, di Chiara, di Enrico.

Eravamo sul Monte Castellazzo, montagna gemellata con Cafarnao: «Alcuni uomini, portando sopra un letto un paralitico, salirono sul tetto e lo calarono attraverso le tegole con il lettuccio davanti a Gesù» (Lc 5,19). Attorno, in-cordata, un popolo numeroso di malati mentali, gente con spasticità, bambini diversamente abili. Stampelle, mani, abbracci: gente lenta, che rallenta, gente di compagnia. Il sentiero a un certo punto s’impenna: il Castellazzo ha la forma del Calvario. Eccoli i cirenei d’oggi: a tirare le carrozzine con le corde, ad alzarle sui punti critici, a zigzagare tra sassi d’inciampo e burroni scoscesi. Non c’è la compassione, nel volto hanno solo una certezza: oggi, quassù, le pietre di inciampo scopriremo che son pietre angolari. Di sostegno, pietre possenti. Quel Cristo l’ha portato su un Boeing CH-47, un elicottero pesante da trasporto, roba da esercito, da missioni di pace. Cristo, pensante, sta lassù: a guardare in giù la gente che sale, quella che s’affretta. Che piange, ride, martella, impenna e urla. È la sua gente, quel Pensatore è il loro Dio.

Attorno è nato il Trekking del Cristo pensante (www.trekkingdelcristopensante.it). Perché credere è voce del verbo camminare-in-su: il sudore, la gioia, benedizione. “È fede-in-salita”, ho visto scritto-scolpito nelle carrozzine. Pino è una forza-della-natura: il cuore è malleabile come il cirmolo, la fede fa alzare gli elicotteri, inginocchiare gli increduli. Prima l’ha fatto lui tutto questo: anche lui, vecchia litania, è guaritore-ferito. Come Chiara Campostrini, mamma di Pietro, un bambino disabile: la grande manager che accantona Calvin Klein per diventare tessitrice di sentieri, cuore pulsante di questa domenica. Lei, Pino, un esercito intero di cuori. A Cafarnao scoperchiano il tetto, al Cristo-pensante spianano le altezze, livellano i dirupi: «Veduta la loro fede, Gesù disse: “Uomo, i tuoi peccati ti sono rimessi”» (Lc 5,20).

All’arrivo la cima è un formicaio. C’è Lui: pensante, mani-in-pasta, sguardo in allerta. Le carrozzine sono altari, le carni-ferite ostie consacrate. Piango, dopo stagioni d’astinenza dalle lacrime: la mia è fede-povera, arrugginita, non-autosufficiente. Fede-in-salita: con loro, verso Lui.

Pino Dellasega e Chiara Campostrini
Ways, dentro il cammino

 

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