La Croce

La croce è costruita in ferro di corten, che con il tempo arrugginisce. La scelta del materiale è stata quella di fare una croce che abbia un grande riferimento agli oggetti della Grande Guerra rimasti sulla montagna e con il tempo arrugginiti, quali il filo spinato delle trincee, i pezzi di lamiera delle abitazioni precarie e gli oggetti di vita quotidiana dei soldati.

Su prima idea di Claudio Delvai, la croce ha preso forma definitiva con delle modifiche volute da Pierpaolo Dellantonio e Pino Dellasega. Dopo diversi tentativi, la croce definitiva prende vita da grandi significati, quali la sua forma fuori dal comune e completamente differente dalle altre croci. Guardandola si può notare che il lato vicino al Cristo pensante ha il bordo molto lineare e quasi liscio mentre il lato opposto è molto seghettato a significare che man mano che ci si allontana da Cristo arriva il vento della cattiveria e dell’invidia dell’uomo.

Sulla croce sono ancora visibili i tre chiodi della crocifissione a significare che il Cristo è sceso dalla croce dopo essere stato crocifisso.

All’incrocio vi è un intarsio a laser con incastrata una lamina di ottone che rappresenta lo Spirito Santo e nel momento in cui il solo lo colpisce, al tramonto, prende vita e sembra parlarti.

A circa 1 metro di altezza vi sono due cassette, una chiusa con il lucchetto dove i visitatori possono inserire i pensieri personali riservati, mentre l’altra, più bassa contiene il libro di vetta e un vangelo.

La croce è ancorata al terreno con dei filetti di acciaio che penetrano nella roccia per circa due metri. Questo per evitare che vi siano dei tiranti per sostenerla che sarebbero stati molto antiestetici. La croce è munita inoltre di un parafulmini che si perde con un filo di acciaio nella terra e un’altro lungo la parete strapiombante.