Il Cristo pensante nel Monastero di Clausura di San Daniele a Abano terme

eventi — scritto da il 16 gennaio 2012

Su invito dell’Abadessa Suor Maria Chiara responsabile del Monastero delle Suore di clausura Benedettine e della novizia Antonella, sabato e domenica 14 e 15 gennaio 2012,  ho trascorso due giornate davvero speciali nella loro dimora, il monastero delle Suore di clausura Benedettine di San Daniele a Abano Terme (VI).

Ci sono dei posti dell’anima davvero speciali nei quali, ancora oggi, sopravvive integra “una musica del silenzio” che non è piatta assenza di suoni ma delicata armonia di parole seminate lungo il tragitto dei giorni e delle notti, sintonizzate su precise lunghezze d’onda: la preghiera costante a Dio, l’attenzione premurosa verso le consorelle o i confratelli e l’accoglienza offerta all’ospite. Nel rispetto di una disciplina interiore liberamente scelta per rispondere ad una esigente vocazione e perfezionata lungo l’intero percorso esistenziale.

E cosi, dopo essere stato accolto con tanta gentilezza da Emma la portinaia tuttofare, ho avuto il piacere di conoscere Suor Maria Chiara e la novizia Antonella. Con fare fraterno mi hanno messo a disposizione la stanza e consegnato le chiavi dei cancelli, nel caso avessi avuto l’esigenza di uscire.

Un salto nella stupenda chiesa per “sentire” le suore di clausura recitare le preghiere per il Mondo, separate dall’altare e dalla chiesetta, da una griglia in ferro. Nel Monastero i momenti di preghiera sono cinque tutti i giorni completati dalla celebrazione da parte dei Frati del convento di Praglia di una messa alla mattina.

Il millenario Monastero, che sorge sul Colle di San Daniele alla periferia di Abano terme, nell’anno 1078 fu affidato ai Frati Benedettini e solo nel 1948 entrarono nel Monastero le Suore Benedettine.

Il primo pomeriggio lo trascorro in una bella camminata con i miei bastoncini su e giu per il colle perlustrando tutti i bei sentieri tra le acacie e i campi di frumento, ed infine risalgo lungo la strada asfaltata che porta al Monastero, incrociando una moltidudine di turisti in visita a quel luogo ricco di spiritualità.

Il tempo per preparare la serata e alle 17,00 esatte inizio a presentare la storia del Cristo pensante, alla presenza delle 20 suore di clausura e di pochi intimi invitati da loro e anche con Nicoletta, Daniela, Silvana, Felice e Claudia miei ospiti, per i quali avevo chiesto il permesso alla Madre Abbadessa.

Chiude la serata il filmato della storia e della posa della croce e del Cristo da parte del grande elicottero Chinoock. Sono seguite tante domande sia da parte delle suore che dei presenti, che avevano già sentito parlare del Cristo pensante, leggendo il mio libro e quello di Paolo Brosio.

Dopo la serata ho un incontro con Suor Maria Chiara che ha voluto parlarmi sulla serata e darmi anche dei preziosi consigli dei quali ne farò tesoro. Dopo la cena, incontro anche la novizia Antonella, che mi racconta il  percorso che l’ha fatta arrivare a questa importante decisione, di donarsi completamente a Dio.

Passo la notte nella bella cameretta nr. 7 e dopo la colazione della domenica sono pronto a ripartire. Sulla porta mi aspettano suor Maria Chiara e Antonella per i saluti e anche per un arrivederci estivo,  con una serata di presentazione del Cristo pensante aperta al pubblico e con la successiva camminata con i bastoncini all’interno del Monastero. Il loro invito vale per me da promessa, ci ritornerò.

Sto per andar via, quando mi si avvicina un’anziana suora e mi dice: lo sai che stanotte hai dormito nella stanza nr.7, la stessa dove molti anni fa  ha trascorso la notte il Patriarca di Venezia Albino Luciani, futuro Papa…… un brivido mi trapassa la schiena e con un bel sorriso ringrazio tutte di nuovo e le saluto con un arrivederci…. e mentre mi dirigo verso la macchina penso che Papa Luciani è nato a pochi chilometri dal Cristo pensante e che posso davvero ritenermi un privilegiato per aver potuto dare questa testimonianza all’interno del Monastero di clausura……..(Pino Dellasega)

RIFLESSIONI DELLA GIORNALISTA DANIELA BORGATO DI PADOVA SULLA SERATA

San Daniele 14 gennaio 2012. È domenica pomeriggio e  sulla collina  il sole sta tramontando. Il bosco invernale è un intrecciarsi  silenzioso di  rami  che si tendono come braccia verso l’alto.  Un cielo grigio azzurro li avvolge  in un unico abbraccio, e come un mantello si adagia  sul biancore della chiesa  appena velata  da un accenno di nebbia. C’è  un’aria  intessuta di calma e di pace. Sono arrivata qui per ascoltare Pino che parlerà del suo Cristo Pensante.
Ho già vissuto  più di una volta il suo  raccontare semplice ed emozionate, ma mai  in un  monastero di clausura, un luogo ritmato dalla preghiera, dal lavoro nascosto, da  passi e pensieri silenziosi,  e soprattutto segnato dallo Spirito di Dio. Un posto lontano anni luce  dai tracciati frenetici che scandiscono le nostre giornate. Sono venuta per  respirare anch’io quest’aria. Voglio ascoltare. Capire. Pensare.
Le monache arrivano una dopo l’altra. Silenziose, semplici, sorridenti. Diverse sono anziane,  ma tra loro è presente anche una ragazza che presto prenderà  i voti. Penso che potrebbe essere la figlia o addirittura la nipote di qualche suora avanti con gli anni. Chissà! Questa nuova consacrazione  sta portando sicuramente una ventata di freschezza e nuove  speranze per il futuro della comunità. C’è un’atmosfera di  famiglia,  fraterna e semplice. Anche un po’ di curiosità per l’evento, inusuale per il monastero.
Ci sono alcuni altri ospiti. Saluto tutti quelli che conosco, in particolare la Madre Badessa e naturalmente Pino che ha lasciato le sue montagne per venire a presentare alle suore  di clausura la  storia del  Cristo Pensante delle Dolomiti, ormai divenuto, come quelle splendide e magiche vette,  tesoro dell’umanità. Rivivo attraverso  le parole  e le immagini   la sua magnifica avventura. Sarà forse l’ambiente ad ispirarmi, ma qui mi appare evidente che la realizzazione di quel Cristo è la storia di un “Sì”. Insomma  il Cristo Pensante non ci sarebbe se questo  piccolo grande uomo che ha realizzato un’impresa gigantesca non avesse  saputo fermarsi  ed ascoltare la voce misteriosa  che gli parlava nel cuore. Si è fidato. Ha detto il suo  “Sì” e l’avventura entusiasmante è cominciata. “Credevo di essere io l’autore di quella  meravigliosa sfida – ha raccontato  Pino con lo stesso stupore che gli ho visto altre volte  negli occhi  quando parla del Cristo Pensante -.  Volevo portare Gesù a 2333 metri sulla cima del Castellazzo in Val Venegia, dentro al cuore vivo e antico delle Dolomiti.  E così, contro ogni  previsione ho fatto”. “Solo dopo – ha confidato  con un sorriso – mi  sono reso conto di essere stato solo uno strumento nelle Sue mani”.
Che bello!!  Alla fine  Pino ci ha detto di essere  stato solo un esecutore (ma, permettetemi di sottolineare: che esecutore ragazzi!!)  di un progetto infinitamente più grande di lui. Questo è davvero consolante perché ci suggerisce  che, se ascoltiamo i progetti del cuore con sincerità e ci fidiamo, anche noi, nel nostro piccolo possiamo fare cose belle e grandi. Penso che anche per le suore di clausura di San Daniele sia stato così: si sono fidate della voce limpida che  parlava al  cuore, senza calcoli,  né promesse di tornaconto, senza paura di rimetterci la faccia, con generosità si sono buttate nell’impresa della loro vita monastica convinte  che tutto ciò  che si fa per amore è ciò che veramente vale per sempre. Sì, le ammiro per questo.
Esco davvero felice da questo magico incontro perché  è stato illuminante per capire come i nostri sogni  possano trasfigurarsi, concretizzarsi, divenire  visibili e perfino condivisibili con migliaia di altri amici. Come è capitato con il sogno  di Pino. Da  un’idea un po’ folle  sbocciata nel cuore come una stella alpina solitaria è nato il Cristo Pensante, prima faticosamente scolpito nella pietra e poi vertiginosamente  calato da un elicottero da guerra  sulla vetta del Castellazzo, pala d’altare di roccia viva. Quel Cristo oggi è là, basta scrollarci di dosso il grigiore opaco della polvere della nostra vita e salire fino alla vetta,  nella cattedrale di pietra  che Lui si è scelto a due passi dal cielo,  per incontrarlo. Là, su quella  cima   resa benedetta  dalla sua presenza, e dal  vento leggero delle  preghiere di mille cuori, si può sentire la sua voce che porta consolazione, ridà speranza, parla di pace ai pellegrini di tutte le fedi e pure agli uomini  senza fede che cercano la verità.

Daniela Borgato

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    3 Commenti

  • Margherita Corso scrive:

    Ciao Pino,
    se mi permetti ti do del tu come tra amici, perchè dopo sabato 14 a S. Daniele, ti sento un amico…un amico della montagna. Oltre alle monache a cui sono molto legata, volevo ringraziare te per la bellissima testimonianza. Avevo proprio bisogno di questo, sentire che Dio va oltre tutto e tutti, “basta” aver fiducia. Il Cristo pensante è per me un piccolo sogno che conto di realizzare quest’estate.
    Una riflessione: quando ti hanno detto che deturpava il paesaggio,è come guardare le montagne e credere che Dio non esiste. L’idea di un Cristo giù dalla croce non è sconvolgente, ma il fondamento della nostra fede: il Cristo morto e risorto per noi.
    Spero che tanti giovani si innamorino del Cristo pensante, sia come un ritorno,o un risveglio, o un inizio alla fede, come un tornare a casa.
    GRAZIE Pino per aver creduto in questo sogno e ci vediamo al Cristo pensante.
    Margherita

  • Paolo Oblato San Daniele scrive:

    Anche a nome degli oblati benedettini di San Daniele, presenti e, soprattutto, assenti giustificati all’incontro del “Cristo Pensante”, grazie! Grazie Pino. Nel ns ultimo incontro di pochi giorni fa abbiamo concordato una gita al “Castellazzo”, concordandola con te preventivamente. Speriamo poter realizzare questo desiderio.
    Grazie ancora per la tua meravigliosa testimonianza, non di parte, certo, ma autentica e vissuta nonostante tutto. Hai attualizzato quanto riportato nel Vangelo: “..se sei figlio di Dio scendi dalla Croce..”, ebbene e’ sceso tesimoniandoci la sua divinita’. Adesso e’ in paziente attesa del nostro “credo”.

    Paolo
    Coordinatore Oblati di San Daniele

  • zefferino di prospero scrive:

    grazie per quello che mi trasmettete…chissà…forse anche io penserò,rifletterò..crederò.
    Il pilota

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