Fra Cielo e Terra, l’inno della speranza interiore, l’inno al Cristo pensante

eventi — scritto da il 21 agosto 2011

Fra cielo e terra è quello straordinario ponte, quel sottile passaggio che crea la croce in cortèn sul monte Castellazzo, fra le rocce dolomitiche,  i pascoli alpini e l’infinito cielo che li sovrasta.

Ma il 20 agosto 2011 “Fra Cielo e Terra” è  diventato anche l’inno ufficiale del Cristo pensante e, tra tutti quei colori dipinti dalla natura, vi era anche il rosso passione del Coro Coronelle di Cavalese.

Per un’ occasione come questa non poteva mancare il sole e con il sole è pure arrivato il caldo, come poche volte si è sentito sul Castellazzo. Tutto era perfetto, come le centinaia di camminatori che erano giunti sulla cima per sentire in anteprima questa bellissima canzone.

Come è iniziato il concerto non si sentiva più nemmeno volare una mosca, tutti avevano predisposto  i ricettori per assimilare il più possibile la magia delle parole che uscivano magistrali dalle ugole  dei coristi. Pochi, ma buoni……sembra quasi una frase fatta, ma i coristi di Cavalese – pur non essendo numerosi – per scelta, hanno saputo rinnovarsi e hanno dato una marcia in più  ai canti  e  alle tonalità delle canzoni.

Si inizia subito con qualche bella canzone per riscaldare gli animi, prima di cantare per la prima volta l’inno ufficiale al Cristo pensante.

Leonardo Sonn, il direttore, presenta  “Fra cielo e terra” con poche,  ma forti parole. Un inno nato da una melodia dei Secret Garden del norvegese Rolf Lovland, che ha per titolo  “Hymn to hope” – inno alla speranza, tratto dal cd White Stones – bianche pietre,  neanche a farlo apposta in sintonia con la pietra bianca del Cristo pensante. White stones sono i sassolini lasciati da Hansel e Gretel per ritrovare la strada e gli autori si augurano che le loro melodie siano per noi i sassolini illuminati dalla luna che ci aiutino a ritrovare la via dentro di noi. Non si poteva certo trovare un’armonia più adatta al pensiero del Cristo e di chi va sin lassù a trovarlo, alla ricerca di una dimensione interiore per molti ancora lontana o sconosciuta. La splendida  melodia che potete ascoltare linkando alla fine dell’articolo è suonata dai Secret Garden con pianoforte, violino e cornamusa.

I testi dell’inno sono stati interamente scritti dal Coro Coronelle con grande  impegno ed  il titolo prende forma dalle parole scritte sul libro di vetta da Monsignor Giovanni d’Ercole, ora vescovo dell’Aquila.

Una canzone dolce e profonda che fa pensare, che fa meditare e fa commuovere.

E’ la volta anche di Pino Dellasega, che,  con pochi concetti,  spiega come, ancora – per una coincidenza – se si vuole chiamare cosi, sia nato l’inno al Cristo pensante. Un incontro nel 2009 con il corista Emanuele Vanzo ed un successivo scambio di parole con Piergiorgio Ceol proprio sotto il Pensante, hanno fatto partire questa idea che il coro Coronelle ha realizzato in un anno, con grande soddisfazione. Pino conclude la sua breve introduzione all’inno ringraziando tutti i presenti ed augurando loro che possano ritornare a valle con la ricchezza interiore che solo sulla montagna si può riscoprire e che dopo aver ascoltato le parole dell’inno, queste possano essere di aiuto per riflettere su quanto la vita è bella, se si guarda positivamente.

Nell’occasione,  si ritrovano in vetta per la seconda volta tutti insieme, Pino Dellasega, ideatore del Cristo pensante, Paolo Lauton, lo scultore che ha saputo estrarre dal marmo bianco il Gesù pensante e Pierpaolo Dellantonio, l’artigiano che ha realizzato la grande croce.

Leonardo il direttore del coro, dal momento che la melodia è stata scritta da un norvegese,  dedica la canzone a tutto il popolo norvegese per la strage di un mese fa,  dove su quell’isoletta tristemente famosa,  hanno perso la vita decine di ragazzi.

Parte l’inno e sulla cima del Castellazzo regna il silenzio, rotto solo dalla stupenda melodia e dalle parole che escono in mille tonalità dai coristi. Sono in tanti che si commuovono ed  anche tra i coristi si vedono diversi occhi lucidi.

Dopo “Fra cielo e terra” è la volta della canzone di montagna per eccellenza, il Signore delle Cime, che non poteva mancare a rendere il proprio omaggio,  come se ancora non bastasse , al Cristo pensante.

Dopo ancora alcune canzoni, i coristi concedono il bis di “Fra cielo e terra” anche per il fatto che si approfittava dell’occasione per fare la registrazione sia video che audio in vetta, sapientemente fatta da Mauro Morandini e dal figlio Manuel, di FIEMME BLOG.

Sentire cantare un coro è sempre bello, ma sentirlo cantare lassù tra le cime incantate è un’emozione davvero grande, soprattutto per i numerosi turisti che sono saliti appositamente per ascoltarlo.

Finito il concerto, si torna a malincuore a valle, anche se alla capanna Cervino,  Elena e Laura Mich offrono ai corsiti uno spuntino a base di fortaie e marmellata.

Un grazie al Coro Coronelle di Cavalese, agli assessori del comune di Cavalese  Elena Gianmoena e  Sergio Finato, a Bruno Felicetti Direttore dell’Azienda per Turismo della Val di Fiemme, all’Assessore Provinciale Pino Morandini ed a tutti quanti hanno preso parte al concerto ma anche a chi non è potuto salire  e che avrà  comunque  la possibilità, a giorni , di vedere e sentire il canto ufficiale del Cristo pensante, proprio su questo sito. Un grande grazie a Mauro e Manuel Morandini per la loro professionalità nel registrare l’evento.

Una giornata indimenticabile che ha segnato un altro importante pezzo nella già grande storia del Cristo pensante delle Dolomiti.

E la favola continua ancora………

Sul seguente link, potete ascoltare e vedere l’esecuzione di “Hymn to hope” dei Secret Garden:

http://www.youtube.com/watch?v=7cFu9RfR6js

 

 

 

 

 

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    6 Commenti

  • Diego scrive:

    Da alpinista e corista non potevo chiedere di meglio che condividere con gli altri la mia passione del canto in cima ad una montagna. Il giorno dopo sono andato ad arrampicare sul vicino Mulaz, ma il mio pensiero e sguardo continuava a cadere sulla cima della Castelazzo dove ho vissuto questa grande emozione.
    Diego

  • Bartolomeo scrive:

    Tutte le volte che sono salito al Cristo Pensante con la mia famiglia sentivamo sempre la presenza del nostro angioletto Enrico.
    Sabato scorso quando il coro Coronelle di Cavalese (che ringrazio dal profondo del cuore) ha cantato l’inno al Cristo Pensate, la presenza di mio figlio Enrico era più forte che mai. Non lo vedevo, ma lui eri lì accanto a noi e, ascoltava anche lui con forte emozione le canzoni del coro.
    Non avete idea di quanto questi eventi ci siano di aiuto nel andare avanti tutti i giorni con grandissima serenità nonostante la fortissima mancanza di Enrico che sentiamo.
    Grazie Cristo Pensante, grazie al coro Coronelle, e un grazie particolare al grande amico Pino.

    • Leonardo scrive:

      Signor Bartolomeo, la sua testimonianza mi ha convinto a scrivere su questo blog per ringraziarLa delle bellissime parole. Per il Coro un’esperienza del genere è stata senza dubbio qualcosa di più di un’esperienza musicale. Voglio dire, sempre a riguardo delle coincidenze, che Domenica 21 Agosto il Vangelo parlava guarda caso di Pietro. Sono fermamente convinto, per tutto quello che ho vissuto in questi mesi che il Cristo Pensante sia un’altra Pietra sulla quale si appoggia l’architettura divina. Il disegno per una nuova Chiesa vista come comunità diffusa, universale, pensante e attiva, figlia della sofferenza ma anche della speranza. Grazie Pino, da parte di Noi Tutti.

  • Flavia scrive:

    Sono passati ormai alcuni giorni, sono salita il 12 agosto. Ho atteso prima di scrivere per lasciare decantare quelli che credevo temporanei effetti dovuti all’aria rarefatta.
    La mia prima esperienza in montagna ma non la mia prima esperienza in salita nella vita.
    Ancora provo emozione ed entusiasmo per ciò che ho vissuto in percorso e in vetta e assolutamente ci devo tornare.
    Lo ripeto a tutti, a chi mi circonda ma anche a perfetti sconosciuti incontrati più in basso di passo Rolle.
    Ho la convinzione che bisogna arrivare su questa cima almeno quattro volte:
    una per capire
    una per pensare
    una per pregare
    una per sorridere
    non esattamente in questo ordine forse, e anche in ordine sparso e combinato ma assolutamente quattro volte da farsi!
    In una foto che mi ritrae accanto al Cristo pensante mi vedo con un sorriso che da tempo non ricordavo(una rinascita dopo una seria malattia trascorsa); una mia amica saggia in questa foto ha visto quello che io non oso neppure pensare:
    “In ogni angolo di questa foto si vede un miracolo, da qualsiasi parte si posi lo sguardo!”
    Dopo la vetta, dopo aver conosciuto la storia di questo Cristo, dopo tutto… ne sono convinta anch’io! La storia di questo Cristo oltremodo ha davvero troppe coincidenze con la mia vita (mio figlio si chiama Giacomo, ricorrenze che si intrecciano con le date più importanti della mia vita..) Tornerò presto, non ce la faccio ad aspettare oltre. Grazie . Flavia F.

  • antonella scrive:

    ANCH’IO SONO ANDATA PER LA PRIMA VOLTA IN MONTAGNA CON TUTTA LA MIA FAMIGLIA, E PER UNA COME ME ABITUATA A PASSEGGIATE MA FRA NEGOZI, NON MI ASPETTAVO DI PROVARE UNA COSI’ GRANDE EMOZIONE A CAMMINARE FRA QUELLE STUPENDE MONTAGNE E ANDARE POI IN CIMA AD UNA VETTA!!!! MA RITROVARMI LASSU’ IN CIMA AL MONDO DAVANTI AL CRISTO PENSANTE CON LE PERSONE A ME PIù CARE A CONDIVIDERE QUESTA INCREDIBILE ESPERIENZA BEH E’ STATA UN’EMOZIONE NON DA POCO, SONO RIMASTA SENZA PAROLE E HO CAPITO DI ESSERMI ARRICCHITA DI UN’ESPERIENZA CHE AUGURO A TUTTI DI PROVARE NELLA VITA E CREDETE DETTA DA UNA COME ME CHE NON E’ ABITUATA A FARE UN PASSO IN MONTAGNA, POTETE CREDERCI. A PRESTO CRISTO PENSANTE!!!!

    • Selvaggia scrive:

      Hai visto, mamma ( Antonella) che ce l’ho fatta a portarti quassù? Forse è un altro piccolo miracolo del Cristo Pensante, ma sono stata contenta di aver portato le persone della mia famiglia a cui sono più legata lassù. Abbiamo avuto anni difficili, dove mi sono resa conto che contro certe cose non si può fare altro che pregare, detto da una che difficilmente entra in Chiesa… L’avevo detto l’anno scorso che se tutto fosse andato bene saremmo andati insieme a ringraziare : abbiamo trovato il tempo per pensare, per pregare e per sorridere…di nuovo!

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