Dal Piave al Cristo pensante….

news — scritto da il 20 giugno 2011

Dal Piave al Castellazzo, dalla pianura alla montagna, ma con un filo conduttore: la Grande Guerra. Un bel gemellaggio questo delle due Associazioni che promuovono la camminata nordica nel Trevigiano, il nordic walking Montello con Roberto, Stefania e Barbara e il nordic Walking Altamarca con Ezio, Meri ed Manuela.

E così, organizzati in un unico pullman sono arrivati a Passo Rolle in 60, armati di bastoncini, tutti in direzione del Cristo pensante.

Dopo una colazione abbondante predisposta dagli organizzatori davanti al pullman, zaini in spalla si inizia a camminare.

Un bel gruppone affiatato con tante persone che non erano mai saliti nelle Dolomiti delle Pale di San Martino.

Con loro sono salito anche io e dopo una prima pausa alla Capanna Cervino dove ho raccontato un po di storia del Cristo pensante siamo partiti alla volta della Baita Segantini, dove il panorama con il sole era davvero da togliere il fiato.

Si aggregano al gruppo anche Alessandro, Chiara e il piccolo Pietro.

La lunga fila di camminatori dopo aver attraversato le praterie che sovrastano la Val Venegia hanno iniziato ad affrontare la salita che porta verso la cima.  Il tempo tiene e con calma tutti possono raggiungere la cima del Castellazzo, da dove il panorama era veramente bello.

Il tempo per le fotografie e per un panino, che arrivano le prime gocce ma non disturbano affatto, ormai abituati dai temporali dei giorni precedenti. Scendiamo tutti insieme per visitare le trincee e gallerie nella parte bassa del monte.

Alla concentrazione degli anziani si sovrappongono le piacevoli grida giocose dei bambini che dopo aver camminato senza lamentarsi trovano spunti per impiegare il loro tempo giocando tra i sassi oppure scivolando lungo le lingue di neve che ancora ci sono sul Castellazzo.

Mano a mano che si perde quota anche la vegetazione inizia a farsi vedere e anche se è ancora preso si intravvedono i colori di quella fioritura che tra pochi giorni dipingerà il Castellazzo di mille colori.

L’uscita dal buio delle caverne è in netto contrasto con il sole che ha fatto di nuovo capolino nel cielo di Passo Rolle e che ci acconpagnerà sino di nuovo alla Capanna Cervino e quindi sino al piazzale dove ci aspetta il pullman.

Gli organizzatori non prendono tempo e come dei fulmini imbandiscono una tavolata di dolci e bibite che tutti i presenti apprezzano moltissimo.

Si chiude con i saluti un’altra bella pagina del Cristo pensante, una pagina di amicizie e di avvicinamento alla montagna, che sa sempre dare tante soddisfazioni a chi la comprende e l’apprezza, come hanno dimostrato gli amici giunti sin dal Piave.

Tra di loro tanti che erano già stati, altri che erano la prima volta che salivano un montagna, ma in tutti è rimasta la voglia di ritornarci a breve, portando con loro altri amici per poter far vedere che posto stupendo è il monte Castellazzo.

 

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    2 Commenti

  • roberto scrive:

    Bella esperienza,un gruppo attivo e propositivo con una grande voglia di raggiungere il Cristo pensante,di godersi la giornata e ritornare a casa con un bagaglio di emozioni unico,arricchito dalla presenza di Pino .

  • chiara scrive:

    Caro Pino,
    Finalmente siamo riusciti a salire anche noi sul Castellazzo. Lo desideravamo da tanto.
    Per noi non è stata solo questione di ‘trovare il tempo’, ma anche quella molto più pratica di trovare ‘il modo’ e la forza.
    Sulla cima del Castellazzo le emozioni sono state molte e contrastanti.
    C’è stata la gioia di essere riusciti a realizzare un piccolo sogno, quello di arrivare a portare il nostro bimbo fino al Cristo pensante.
    C’è stato, nel profondo dell’anima, un acuto urlo di incomprensione per le imperscrutabili decisioni di Dio.
    C’è stata la rinnovata consapevolezza di quanto pesi la nostra ‘croce’.
    C’è stata la vista della bellissima croce in corten e la sensazione che il Cristo sia sceso, e l’abbia lasciata libera, perché qualcuno lo aiuti a portarla per un tratto del sentiero.
    Ci sono stati tanti sorrisi di Pietro, quelli che ti fanno veramente ‘scalare le montagne’… quelli che ti fanno capire per che cosa valga veramente spendere la vita.

    Un abbraccio ed un grazie di cuore a te, Stefania, Roberto ed a tutti i componenti del gruppo per averci accolti nella simpatica comitiva.

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