Camminare al Cristo pensante per l’Africa e alla ricerca del soldato Peter Pan

news — scritto da il 23 giugno 2011

Domenica 19 giugno il Castellazzo brulicava di sorrisi e di camminatori, una festa iniziata sin dai primi passi a Passo Rolle. La giornata era Pro Africa, organizzata dall’infaticabile Maria Grazia Sighele con la collaborazione delle Associazioni di volontariato del Primiero e con lo Sci Club Tomasoni di Rovereto e l’Asd Arcobaleno , con gli istruttori Miriam, Roberta, Claudio e Valentina. Due pullman saliti da Rovereto e da Primiero.

Ma vi erano anche gli amici dell’Argo Team Nordic Walking, con Alex e Moira Geronazzo  e Lucio, che con i loro  40 allievi erano alla ricerca del Soldato Peter Pan che dal Grappa sicuramente in questo giorno sarà stato a trovare i compagni di guerra tra i venti del Castellazzo. Peter Pan è un personaggio realmente vissuto, un soldato ventenne austriaco perito sul Monte Grappa il giorno 19 giugno durante il conflitto della Grande Guerra nel 1918. E proprio il 19 giugno Alex, scrittore del libro “il corridore di mezza via” nel quale racconta la storia del soldato austriaco, sale sul Monte Castellazzo.

Ma se non bastasse ecco che arrivano con il loro  gruppo Armando Bonaguro e Davide Brunello che da Zanè salgono con un pullman sino al Passo Rolle.

Ecco che arriva, da sola, proveniente dalla Venegia anche la dottoressa Giovanna Rech, reduce da Bruxelles dove ha presentato il suo lavoro da titolo “The case of the Thinking Christ – Il caso del Cristo pensante”, di cui tra qualche giorno darò qualche notizia.

Una giornata di cammino per raccogliere fondi PRO AFRICA per dare una mano alle popolazioni che in questi tempi stanno soffrendo.

Con o senza bastoncini si sale verso il Gesù pensante in cerca di quel volto pensieroso che mette in moto i pensieri delle persone che vanno a trovarlo.

Come ho sempre detto il Cristo pensante è un catalizzatore, sta chiamando sul Castellazzo migliaia di persone e chi arriva la prima volta inevitabilmente ritorna. Come Michele e Cinzia, che già la domenica precedente sono saliti con il gruppo del Montello  di Stefania e Roberto e hanno sentito il bisogno di ritornare su oggi. Quante belle storie che girano intorno al Castellazzo.

E’ un incontro di istruttori, di gente comune e di persone anziane che nonostante problemi di cuore e pressione non vogliono demordere e continuano a salire sino a che non posano la mano sul ginocchio del Cristo pensante.

E poi ancora tanti bambini, che con i loro sorrisi e giochetti riescono a far sdrammatizzare i volti di fatica di chi è  in sovrappeso. Ma ci sono anche le lacrime delle due suore africane,  quando sono al cospetto del Gesù pensante, lacrime di felicità per tanti amici che stanno pensando alle popolazioni africane.

Trovare un momento per una foto da soli con il Cristo è praticamente impossibile, è un clik continuo, e tra quelli c’è anche il mio che cerca di immortalare i momenti più belli, come quelli delle due suorine africane o della signora con il bastone a forma di croce con la conchiglia simbolo del Cammino di Santiago di Compostela.

Il tempo regge,  anche se il vento porta un po di freddo e costringe le persone a mettersi la giacca a vento. Il tempo per il pranzo al sacco dura però piu di un’ora e dopo le classiche foto di gruppo si riprende la marcia verso valle.

Un gruppo preferisce tornare per la via dell’andata, un altro si dirige a visitare le trincee poco più in basso e l’altro ancora affronta il sentiero del ghiaione sul davanti della montagna per recuperare un po di tempo.

Ci si ritrova infine tutti alla Capanna Cervino per uno spuntino a base di dolci e per i discorsi di rito, iniziati da Maria Grazia Sighele, seguito dal sottoscritto Pino Dellasega e quindi dal presidente dell’ass. volontari del Primiero.

Due parole anche per una delle due suore africane che dopo aver ringraziato tutti per le azioni di solidarietà, si improvvisano in un balletto africano a due voci, uno spettacolo accompagnato dal battimano dei presenti,  a scandire il tempo.

Gran da fare anche per Cinzia, Laura e Federica che si trovano a soccorrere un’anziana signora che dopo il ritorno dal Castellazzo ha avuto un calo di pressione. Per fortuna tutto si è risolto in poco tempo,  con la signora che una volta messa a sedere dentro la capanna Cervino,  ha ripreso il colore sul suo volto.

Uno scambio di saluti e tanti arrivederci e i gruppi ritornano ai propri mezzi al Passo.

Per il ritorno,  scelgo il sentiero che passa sulla sinistra della strada sterrata e il cammino diventa un viaggio tra il colore viola dei rododendri,  che in questa zona,  un po più bassa,  trova il massimo della fioritura. E’ difficile ripartire da questa meraviglia.

Alex Geronazzo, lascia in vetta questa sua poesia,  che mi piace pubblicare perchè è davvero bella e questo è il commento alla poesia  di Alex, lo speaker sognatore: “Costui sono io e quando scrissi L’invisibile contemplatore, ancora non sapevo che ti avrei citato, caro Gesù pensante, nel mio libro più attuale, Il Corridore di Mezza via. La data in cui scrissi questo testo in versi è precisamente il 2 gennaio 2008. Tu dove eri quel giorno? forse eri solamente sopra un mobile nel salotto di Pino…. o forse eri già in procinto di partire. Questa è la mia poesia più letta e la voglio dedicare a Te, poichè sembra che gli somigli:

L’INVISIBILE CONTEMPLATORE

…. e il vento
sposterà le nubi.
Il cielo
d’improvviso s’aprirà
al tuo sguardo.
Osservando il vuoto….
ora tutto ti apparirà più chiaro.
Il grigiore,
sparendo,
avrà illuminato il tuo volto
…..e i tuoi pensieri,
fluttuanti,
si scalderanno
col tepor del sole.
Chi sei?
Quale anima candida?
Sarai gli occhi di un fanciullo…
sarai il tempo che non passa mai…
il tuo nome nessuno saprà,
il tuo viso è un mistero aperto.
Sei la misticità
di chi aspetta il sereno,
la quiete del tuo essere….
Paziente saggezza interiore
del tuo candore,
sei puro come l’aria.
Forte come il vento
spazzerai la tristezza
aprendoti col cuore,
contemplando l’immenso.

Un’altra giornata stupenda sul monte Castellazzo, un grazie di cuore a tutti voi, che riempite di nuove storie, la grande storia del Cristo pensante. (Pino Dellasega)

 

 

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    1 Commento

  • Anche oggi, come ieri e così sarà domani, noi passiamo, andiamo avanti inseguendo la vita che non si ferma mai…E intanto lui è lì, intento ad osservare questo suo mondo, datoci in prestito solo per un breve attimo…Lui è lì , caro Pino , fermo a contemplare l’immenso…Noi siamo il resto ed il resto è solo contorno. Il soldato Peter Pan lo attendavamo Pino? Come dici tu i segnali non li cogli subito, ma voglio dirti una cosa: Peter , giovane boemo di padre romeno, ha vissuto e lavorato in un paese dove l’unico mestiere era l’estrazione del marmo comune, proprio come quello in cui è configurato il Gesù Pensante. E voi, allievi, lo sapete chi erano quegli uomini in cordata lungo il ghiaccaio, intenti a risalirlo, arrivati alla cima in contemporanea con noi sul Castellazzo? Erano militari…Hai ragione Pino. Basta crederci…Mille grazie.

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